L'impronta idrica

22/02/13

L’impronta idrica è un indicatore che consente di calcolare l’uso di acqua, prendendo in considerazione sia l’utilizzo diretto che quello indiretto di acqua, del consumatore o del produttore. L’impronta idrica di un individuo, di una comunità, di un’azienda è definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati da quell’individuo, comunità o impresa.

Di seguito alcuni esempi esemplificativi dei consumi :

- Sono necessari 2.900 litri di acqua per realizzare una maglietta di cotone;
- 15.500 litri per produrre un chilogrammo di carne di manzo e comprende il totale dell'acqua bevuta, utilizzata per produrre mangime e per pulire i rifiuti;
- 1.500 litri per un chilogrammo di zucchero di canna; 

- 140 litri per una tazza di caffè.

Ma perchè preoccuparcene?

In alcuni territorio il consumo di acqua avviene in modo indiscriminato ed insostenibile, tanto da intaccare le possibilità di un uso futuro. L'impronta idrica è strettamente legata alle politiche economiche globali. Tuttavia il professor  Arjen Y. Hoekstra, inventore dell’indicatore Impronta Idrica, ci mette in guardia dicendo che "non solo i governi, ma anche consumatori, imprese ed ogni comunità civile può fare la differenza, affinchè si possa raggiunere una migliore gestione delle risorse idriche".

Cosa ne pensate? Cosa si può fare a riguardo?

Ecco dove informarsi:

SITO UFFICIALE

ACQUA ALLE CORDE - opuscolo di SlowFood

SCUOLE E ACQUA

CALCOLO DELL'IMPRONTA

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